Oggi è la giornata trans del ricordo, in memoria di tutte le persone trans che hanno perso la vita o sono state uccise nell’anno passato.

Qui negli Stati Uniti, il 2021 è stato l’anno con il maggior numero di morti registrate in assoluto (them.us/story/killing-of-marqu). Questo numero non include – qui come in Italia — tutte quelle persone di cui non sapremo mai, perché da morte vengono contate con nome e genere errati.

L’aspettativa di vita per una persona trans che è all’intersezione di altre marginalizzazioni è risibile. La violenza contro tuttə noi è normalizzata, la visibilità difficile da dissimulare, e anche potendo si è sempre in pericolo che condividere la nostra storia faccia scatenare reazioni violente da parte di chi ha interiorizzato l’egemonia patriarcale al punto da non poter sopportare l’idea di una persona o di un corpo.

Ora dormo. Quando mi sveglio, esco, e dovrò inventare da brava dea locale un rito per i morti che ho a cuore; mandare un messaggio allə sopravvissutə; esserci per ricordare tuttə coloro che sono statə uccisə dalla povertà e dall’odio del sistema capitalista e patriarcale, dentro e fuori tuttə noi.

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